Il Rifugio Vittorio Emanuele II è sicuramente uno dei più frequentati non solo della Valle d’Aosta, ma dell’intero arco alpino, e del resto non potrebbe essere altrimenti, visto che costituisce la base di partenza per raggiungere il “4000” di gran lunga più facile delle Alpi, praticamente alla portata di ogni esperto escursionista ben equipaggiato e allenato: il Gran Paradiso.
Anche senza intraprendere la salita alla vetta, il rifugio rappresenta in ogni caso una spettacolare meta escursionistica, che porta il gitante a pochi metri dall’imponente ghiacciaio di Moncorvè, al cospetto di vette tra le più note, tra cui spicca la vertiginosa e ghiacciata parete nord del Ciarforon. Di grande interesse anche l’aspetto faunistico, con l’opportunità di osservare, anche da vicino, gli stambecchi, l’emblema stesso del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Dopo aver parcheggiato nell’ampio piazzale della frazione Pont di Valsavarenche (quota 1960 metri, 36 chilometri da Aosta) si traversa il torrente Seiva portandosi sulla destra idrografica della valle, seguendo una bella e inconfondibile mulattiera che corre parallela all’impetuoso corso d’acqua.
Dopo aver superato un gruppo di casolari la mulattiera piega decisamente a sinistra, inerpicandosi faticosamente sul ripido e boscoso versante della valle. All’uscita del bosco, mentre il panorama si apre in modo spettacolare sulle vette circostanti, la mulattiera prosegue ancora in direzione est con comodi tornanti, ormai su terreno morenico, fino a raggiungere il grande edificio del Rifugio Vittorio Emanuele II, con la sua caratteristica forma “a botte”: quota 2732 metri, ore 2,30 da Pont.
A pochi metri di distanza si trova lo storico “rifugio vecchio”, inaugurato nel 1884 e ancora utilizzato, costruito pochi anni dopo la morte del primo re d’Italia, che tanto amava queste valli e queste montagne.
L’ambiente particolarmente severo, tipico dell’alta montagna, è però addolcito dal laghetto morenico di Moncorvè, pochi metri sotto il rifugio, che conferisce una piacevole nota di colore al paesaggio.
Il ritorno si svolge lungo il medesimo percorso della salita e richiede ore 1,30.
Infine una raccomandazione di carattere pratico, pressoché indispensabile nei periodi di punta: considerata la costante e notevolissima affluenza di alpinisti, che non di rado mette in crisi la ricettività delle due pur grandi strutture (complessivamente quasi 200 posti letto), in previsione di un eventuale pernottamento è consigliabile contattare telefonicamente il rifugio stesso.
Recapiti del CAI Torino, proprietario del rifugio:
Tel. 011-546031
E-mail:cai.torino@iol.it
Una guida ai più famosi rifugi delle Alpi:
L. Bersezio, P. Tirone, “Andar per rifugi”, I. G. De Agostini, Novara, 1988
Tempo di percorrenza : ore 4
Quota di partenza: m. 1.960
Dislivello: m. 772
Difficoltà: E - Escursionistico
Periodo consigliato: Giugno - settembre
Regione: Valle d'Aosta
Provincia: Aosta
Valle/zona: Valsavarenche