Il primo tratto di questa lunga tappa, piuttosto faticosa, si svolge lunga una delle più famose mulattiere di caccia fatte costruire dal Re Vittorio Emanuele II, ancora perfettamente conservata: dal fitto bosco iniziale, definito “il più bello del parco”, il panorama si apre gradualmente, fino alla casa di caccia di Orvieille, in scenari da favola. In seguito si cammina su terreno aperto, avendo costantemente davanti agli occhi lo spettacolare versante settentrionale del Gran paradiso, con i suoi poderosi e selvaggi ghiacciai. Raggiunto il Col de l’Entrelor, appare per la prima volta in lontananza il massiccio del Monte Bianco, per poi affrontare la lunga discesa verso il fondo della Valle di Rhemes Anche in questa tappa si potranno incontrare tratti innevati fino a stagione avanzata. Dalla località Eaux Rousses (quota 1666 metri) ci si incammina lungo un ripido ma evidente sentiero nel bosco, che in breve si immette sull’ampia mulattiera di caccia che proviene da Degioz, il capoluogo della Valsavarenche. Proseguendo in salita lungo la comodissima mulattiera, che merita veramente l’appellativo di “reale”, dopo numerosi tornanti si esce dal bosco presso le case di caccia di Orvieille (2164 metri). Si prosegue in direzione sud in leggera salita, per poi deviare gradualmente a destra (sud-ovest) toccando in successione il Lago Djouan (2515 metri) e il Lago Nero (2666 metri). Infine, un ultimo tratto sulla destra conduce inconfondibilmente al Col de l’Entrelor, a 3002 metri di quota, dove termina la salita. Lungo l’opposto versante inizia la discesa, che percorre il ripido e selvaggio Vallone di Entrelor, con un poco d’attenzione nella parte iniziale. Raggiunta l’Alpe di Plan de la Feya (2393 metri) il percorso si fa decisamente più comodo, sempre sulla destra idrografica del vallone. Dapprima lungo ampi pascoli, e in seguito nel fitto del bosco, si raggiunge infine l’abitato di Rhemes Notre Dame, in località Bruil, dove si trovano campeggi e alberghetti: quota 1723 metri, ore 6,30 da Eaux Rousses.