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Adagiato su un terrazzo naturale in posizione dominante a 1000 m sul livello del mare, questo tipico villaggio alpino guarda la catena del Lagorai e le Pale di San Martino.
Carano conta circa 900 abitanti e ha una consolidata vocazione turistica. Il paese è diviso in due parti: la Villa, il nucleo più elevato, e Radoè, dove sorge la chiesa. Questo è uno dei villaggi più antichi della valle: il nome originario, Cadrarum, forse deriva da Crauno o Caruno che significa abitante dei monti. Reperti dell’età del ferro e monete d’età romana segnalano che quest’area è stata abitata con continuità.
Molto antica è anche la tradizione della lavorazione del ferro del legno e del rame. Ricco l’artigianato aristico: il paese ha dato i natali ad abili pittori, cesellatori e muratori.
La chiesa di San Nicolò è sicuramente il monumento più significativo. Caratteristico il campanile gotico senze guglia. La chiesa risale al XII sec, anche se ha subito rimaneggiamenti nel corso del tempo: gli ultimi intrventi risalgono al XX secolo.
La chiesa conserva opere di Antonio Longo e le reliquie e il sigillo di Clemente X. Va ricordata anche la porta seicentesca della sagrestia.
Il nome di Carano deve essere associato ad una manifestazione folcloristica molto antica, El Banderal: si tratta di una variopinta sfilata di sbandieratori organizzata ogni quattro anni in occasione del Carnevale. Le radici della sfilata sono in epoche remote, quando i rappresentanti delle contrade si riunivano con le loro insegne per salutare l’inverno.
scritto da wUmrLVWz wUmrLVWz - Ultima modifica: 06/09/2022