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Roma

LE STRADE DEI VINI E DEI SAPORI DEI CASTELLI ROMANI

scritto da Cinzia Gadda

Ostuni città bianca

Per il turista in visita a Roma, e per chiunque abbia a cuore l'arte, la storia e la buona cucina, un'ottima possibilità è rappresentata dalla "Strada dei Vini dei Castelli Romani".

Un itinerario enogastronomico che permette al visitatore di scoprire le bellezze paesaggistiche e storiche di questi luoghi, abbinando alle escursioni i vini ed piatti tipici della cucina dell'antico Latium Vetus.

Con l'espressione "Castelli Romani" si intende un insieme di paesi e cittadine situate sui Colli Albani, circa venti chilometri a sud di Roma. In un'area collinare di origine vulcanica, dove la vetta più alta, il Monte Cavo, raggiunge quasi i mille metri. Il crollo del Vulcano Laziale, avvenuto in tempi antichissimi, ha dato origine a due importanti laghi che prendono il nome di lago di Nemi e lago Albano. La zona, che per i romani è simbolo di aria buona e luogo di grandi mangiate e bevute, conta tra i suoi ospiti più illustri il Papa. Fin dai tempi di Urbano VIII, i pontefici sono soliti trascorrere un breve periodo della stagione estiva nella residenza di Castel Gandolfo.

La zona, ricca di antichi castelli feudali appartenuti alle ricche famiglie romane dei Colonna, degli Orsini, degli Annibaldi e dei Savelli, fu rifugio del popolo romano. Nel XIV secolo, durante il periodo più difficile della Chiesa Cattolica, con il Papa trattenuto contro la sua volontà dal Re di Francia ad Avignone, le difficoltà economiche stringevano il popolo, che presso i castelli dei nobili trovava asilo, offrendo in cambio lavoro presso le corti.

Queste terre sono da tempo immemore sinonimo di vino. La produzione di vini DOC si svolge in sette differenti zone: Colli albani, colli lanuvini, Albano, Marino, Velletri, Montecompatri e Zagarolo. L'itinerario dei vini si snoda attraverso sedici comuni che offrono al turista, oltre ad una serie di splendide attrattive turistiche, assaggi degli splendidi vini bianchi, qui maggiormente diffusi, rispetto ai rossi, e la cucina romana, povera di mezzi, ma caratterizzata da sapori intensi ed avvolgenti. La popolazione romana sfrutta ogni possibilità di riunirsi e di far festa, quindi le sagre, le fiere e gli eventi celebrativi delle specialità enogastronomiche delle terre dei Castelli non mancano mai.

Partendo da Roma, inoltriamoci dunque su questa strada alla volta dei castelli.
La zona si raggiunge attraverso la statale Appia, al fianco della quale, in alcuni tratti è visibile la pavimentazione originale dell'antica via Appia, che i Romani utilizzavano per raggiungere il sud. Le torri di guardia accompagnano il viaggiatore fino alla località di Frattocchie, superata la quale si lascia l'Appia, e, dopo una breve deviazione, si incontra Castel Gandolfo.
Affacciata sul lago Albano, (anche se i residenti tendono ad appropriarsi del bacino, attribuendogli il nome di "lago di Castel Gandolfo"), la cittadina offre vere meraviglie architettoniche: su tutte, la centrale piazza della Libertà, con l'attigua Chiesa di San Tommaso di Villanova, opera del Bernini, l'artista prediletto dai papi del '600. I piatti tipici di questa zona sono il capretto sbrodettato de' pasqua, la pajata (interiora di vitello) con le patate al forno e la pizza margherita, che a dispetto del nome è un dolce a base di farina, burro, zucchero ed agrumi. Il vino più diffuso è il Marino, esclusivamente bianco.

Riprendendo la via Appia, in brevissimo tempo si arriva ad Albano Laziale. Qui i reperti archeologici ed i resti di ville romane sono numerosi: dalla villa di Pompeo, i resti della quale occupano circa nove ettari, e che nei secoli passati ha avuto ospiti prestigiosi come Cicerone, all'Anfiteatro Romano, risalente al III secolo dopo Cristo, passando per l'edificio termale del castra, già ninfeo di Domiziano, con la suggestiva Chiesa di Santa Maria della Rotonda. Da non perdere assolutamente Castra Albana, struttura maestosa in peperino, che Settimio Severo fece edificare come accampamento permanente di un legione sempre pronta in caso di necessità. Per cominciare a scoprire le specialità gastronomiche di Albano, da provare la pasta con broccoletti e brodo di pesce, il Baccalà alla Pirocca ed i broccoli attufati, gustati bevendo il bianco di Albano, vino DOC ottenuto dai principalmente da vitigni Malvasia bianca di Candia, con moderate parti di Trebbiano toscano, romagnolo e soave.

Proseguendo sulla via Appia si arriva ad Ariccia. La cittadina, che accoglie il visitatore attraverso il ponte ottocentesco, ha il suo simbolo nella centrale Piazza di Corte, dove si staglia imponente il Palazzo Chigi. L'edificio, progettato da Gian Lorenzo Bernini, fu costruito per volere di Papa Alessandro VII, nella seconda meta del 1600. lo splendido parco attiguo, che si estendo per quasi trenta ettari, presenta importanti reperti archeologici immersi in una natura di notevole impatto. Per quanto riguarda la gastronomia, Ariccia é per i romani un luogo che evoca grandi mangiate. Da provare, tra le numerose specialità, salsiccia e broccoli, i fegatelli di maiale con l'alloro, la cicerchia con i tagliolini fatti in casa. Come dolce, il pangiallo, e per il vino, visto che siamo in pieni Colli Albani, Bianco di Albano DOC.

Ancora un breve tratto sulla via Appia, e si arriva a Genzano. Nei pressi del vicino lago di Nemi si può visitare il museo delle navi romane, mentre nella cittadina, merita una visita il tempio di Diana Cacciatrice, e soprattutto il maestoso palazzo Sforza-Cesarini, acquistato dai precedenti proprietari, la famiglia Colonna, che dispone di un meraviglioso parco, oggi in fase di restauro, che si estende fino alle sponde del lago di Nemi. La zona è famosa per la produzione di fragole e per l'eccellente pane cotto a legna, apprezzato in tutto il centro Italia.

I castelli romani si possono visitare anche seguendo un secondo percorso, che privilegia le aree verdi, gli scorci paesaggistici ed i castelli feudali.
Da Roma, invece della statale Appia, si prende la Tuscolana, e dopo circa venti chilometri si arriva a Frascati. Siamo nella zona dei monti Tuscolani, scelta già dagli antichi romani come luogo ideale per edificare ville e residenze estive. Immersa in un'aria di una purezza assoluta, Frascati mette a disposizione del turista la Cattedrale del Fontana, di fine '600.
Terra del vino per eccellenza, Frascati propone vino rigorosamente bianco, ottenuto da vitigni Malvasia bianca di Candia e trebbiano toscano, nelle varanti denominate: normale, superiore, spumante, novello e cannellino. I piatti tipici, molto semplici e saporitissimi, sono i rigatoni con la coda alla vaccinara, la pasta cacio e pepe, ed il tipico dolce a forma di bambola, la Pupazza de' mele. Nei dintorni di Frascati lasciata l'automobile in uno degli appositi parcheggi, si possono effettuare escursioni lungo la via del Tuscolo, dove lo sguardo spazia su una natura verdissima ed incontaminata,dove prati e boschi sono interrotti solo dai resti delle ville romane. 

Dopo la visita, e magari una sosta per smaltire l'ottimo cibo, servito in porzioni sempre molto abbondanti, si riprende la strada in direzione Monte Porzio.
Situato su un'altura, il paese offre una delle viste più limpide e belle della città di Roma.
La centrale Piazza Borghese, con l'omonimo palazzo, è il fulcro della vita di quotidiana.
Quasi sfiorato dai boschi di castagno, sostituiti alle originali querce nei secoli scorsi, al fine di fornire un nutrimento al popolo affamato, Monte Porzio è all'interno del parco regionale dei Castelli Romani. 
Imperdibili sono l'Eremo Tuscolano di Camaldoli, che dal 1600 ospita viandanti e turisti, con l'incomprensibile esclusione delle donne.
Da assaggiare la pasta co' i gallozzi (la versione dialettale dei funghi Galletti), ed i classici biscotti all'anice detti Stinchetti. Il vino da assaggiare, oltre al Frascati, è il Monteporzio-Colonna, che, oltre ai già citati Malvasia e Trebbiano, utilizza percentuali di vitigni della qualità Bellone e Bonvino.

Concludiamo questo itinerario visitando il più alto dei comuni dei castelli, Rocca Priora.
Noto fin dal 1200, questo comune passò di mano dai Conti Tuscolani agli Annibaldi, ed in seguito ai Colonna. Nel mese di febbraio ospita un caratteristico carnevale, mentre, ad agosto, da non perdere è la Sagra del Narciso, durante la quale i rioni vengono addobbati con allestimenti floreali. Gli abitanti di Rocca Priora sono particolarmente devoti a Sant'Antonio Abate, protettore degli animali, in onore del quale avviene una sfilata allegorica con la benedizione degli animali. I cibi tipici sono le bruschette, le verdure alla cazzimperio (un intingolo di olio, sale e pepe) e le cellette, una particolare pasta ottenuta con acqua, uova e farina, condita semplicemente con del pecorino.

Terminato l'itinerario, si torna verso la capitale, con gli occhi ancora pieni di suggestioni archeologiche e splendidi panorami. Quanto al gusto, la semplicità della cucina dei castelli romani, unita alla qualità dei vini, meriterebbero un approfondimento. Vista la vicinanza con Roma, ogni occasione può essere valida per un ritorno.

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