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GIOELLO DELLA RIVIERA DEL CONERO: PORTONOVO

scritto da Clara Valeri

Ostuni città bianca

Nel comune di Ancona, immerso nel Parco del Conero, Portonovo rappresenta uno dei motivi d'orgoglio del turismo balneare nel centro Italia.
Il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu che il comune anconetano puntualmente torna ad ottenere, rende giustizia alla bellezza delle acque cristalline di questa zona del mare Adriatico ed al grande lavoro di manutenzione effettuato costantemente dalle autorità locali.

Il monte Conero, sebbene sia alto solo 500 metri, svetta maestoso presentandosi a chi viene dal mare come un gigante addormentato, ed in numerosi punti, la macchia mediterranea che lo compone si fonde con il mare, arrivando letteralmente a lambirlo.
Portonovo non si può realmente descrivere come un centro abitato, dal censimento del 2001 risultava esserci un solo residente. In effetti le poche decine di edifici presenti, sparse nella vegetazione, sono prevalentemente utilizzate come seconda casa durante i periodi di vacanza. Nonostante ciò, la zone è ben fornita di strutture turistiche che attirano gli amanti del mare e della natura da ogni parte: alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, bar e campeggi sono il giusto complemento per chi voglia godere delle splendide spiagge che si estendono lungo la Baia di Portonovo. Prevalentemente composte di ciottoli calcarei, bianchissimi e levigati dalle onde, le spiagge della baia si sono formate in epoca antica, in seguito ad una frana di enorme entità avvenuta nella zona del monte Conero chiamata Pian Grande.

La vera e propria osmosi tra la vegetazione che ricopre il monte ed il mare è una delle caratteristiche della zona. A causa del vento sempre presente, nella parte sud della spiaggia è molto diffuso il windsurf. A lunghi tratti di spiagge libere si alternano quelle attrezzate, dove si contano diversi ristoranti che propongono menù di pesce. Qui è possibile gustare le specialità gastronomiche della zona ammirando il paesaggio da terrazze panoramiche molto confortevoli.

Portonovo, sebbene non si sia mai riunito sotto forma di cittadina vera e propria, è stato fin dalle epoche più antiche un villaggio di pescatori. A nord si trova la selvaggia spiaggia incontaminata di Mezzavalle, raggiungibile a nuoto, o, con qualche difficoltà, da terra, attraverso un paio di sentieri piuttosto impervi. 

A sud si estendono tre differenti spiagge, che prendono il nome di spiaggia della Vela e dei Gabbiani.
Il mare che bagna queste spiagge è di un colore azzurro intenso, le acque sono cristalline, pulitissime e poco profonde, adatte tanto ai bambini quanto ai nuotatori più esperti ed ai numerosi surfisti che si ritrovano da queste parti per cavalcare le onde. Gli stabilimenti balneari sono ben attrezzati e frequentati da turisti rispettosi e mai indiscreti, che ben si sposano con la tranquillità di queste terre.
Poco distante dalle spiagge, due piccoli laghi salmastri ammantati di suggestioni ed antiche leggende sono l'occasione per una pausa tra un bagno ed una partita di beach volley.

Nei due laghi, denominati "Lago Profondo" e "Lago Grande", l'acqua dolce che proviene da sorgenti montane, nel caso del Lago Grande, o dal torrente Ciriesa, che si getta nel Lago Profondo, si mischia a quella salata che arriva durante le mareggiate o filtrando al di sotto della spiaggia. Questi laghi, la cui superficie è stata ridotta artificialmente negli anni, con degli improvvidi interventi dell'uomo ai quali oggi si cerca di porre rimedio, sono presenti nella zona dalla notte dei tempi, ed hanno un'importanza paesaggistica e naturalistica fondamentale. 
E' qui che trovano il giusto habitat naturale numerose specie animali quali il Germano Reale, il Martin Pescatore e la Folaga.

L'arte e l'architettura sono due aspetti importantissimi di questi luoghi. A dispetto del loro numero esiguo, gli edifici storici di questa fetta di terra arieggiata dal vento che arriva dall'Adriatico vantano caratteristiche eccezionali.
Lungo la spiaggia di Portonovo si innalza la Torre di Guardia, anche nota con il nome di Torre Clementina, edificio storico eretto nel 1716 per volere di Papa Clemente XI. La torre era utilizzata come osservatorio per l'avvistamento dei pirati, che in quell'epoca infestavano l'Adriatico e ne minacciavano le popolazioni. L'edificio venne costruito su quello che è un vero e proprio "gomito" naturale che si protende sull'Adriatico, e risultava, a causa della sua ampia visuale, un perfetto punto di avvistamento.
Negli anni seguenti la Torre venne acquistata dalla famiglia De Bosis, e fu il punto di ritrovo di numerosi poeti, tra i quali spiccano i nomi del martire per la libertà Lauro Adolfo de Bosis, e quello universalmente conosciuto di Gabriele D'Annunzio. 

Poco distante, quello che oggi è un albergo, era in realtà il Fortino Napoleonico. Costruito nel 1810, quando Napoleone regnava sull'Italia, era un presidio contro le navi inglesi che navigavano nell'Adriatico. Il fortino aveva lo scopo di impedire agli inglesi di fermarsi a Portonovo per rifornirsi di acqua dolce e di viveri. Si suppone sia stato costruito utilizzando in parte i materiali che componevano il distrutto monastero benedettino. Ogni anno si celebra una rievocazione in costume chiamata Porto Nuovo 1811, a ricordare le gesta dei difensori. L'edificio venne abbandonato al suo destino dopo l'ingresso delle Marche nello Stato Pontificio, avvenuto nel 1860, al culmine della Battaglia di Castelfidardo. Esattamente cento anni dopo hanno preso il via i lavori di restauro, che gli hanno conferito l'aspetto attuale. 

Su una rupe che si innalza alle pendici del Conero, quasi a formare una congiunzione tra l'opera dell'uomo e quella della natura, sorge la Chiesa Romanica di Santa Maria di Portonovo.
La piccola chiesa, la cui costruzione fu iniziata dai monaci benedettini nel 1034, presenta caratteristiche architettoniche eccezionali. La pianta a croce greca si fonde in modo originalissimo con una di tipo Basilicale. La cupola ellittica di forma Bizantina, celata nel Tiburio, ed i pavimenti originali, sopravvissuti in modo incredibile ai saccheggi e all'usura del tempo, sono un esempio di commistione di stili molto affascinanti ed insolita. La chiesa, che presenta esternamente anche elementi di stile lombardo, fu distrutta da una frana staccatasi dalle pendici del Conero nel 1320, e venne riaperta al culto solo dopo i lavori di restauro ultimati nel 1934.
La lapide presente nell'atrio della Chiesa, che riporta i versi del canto XXI del Paradiso di Dante, da anni é fonte di discussione e di confronto tra storici e letterati, i quali non trovano un accordo sulla presenza o meno della Chiesa di Santa Maria all'interno del capolavoro dantesco. Il canto parla del soggiorno di Pier Damiani nella chiesa dedicata a Maria ("casa di Nostra Donna"), che Dante colloca sul mare Adriatico ("in sul lito Adriano"). Campanilismi e fazioni che da sempre caratterizzano l'Italia, aggiungendole quel fascino tipico.

Raggiungere Portonovo é molto semplice. Dal centro di Ancona, si può utilizzare la linea di Bus 94. Per chi preferisce utilizzare l'auto, dopo averla lasciata presso il parcheggio che si trova lungo la strada provinciale numero 1,"del Conero", un pratico sistema di bus navetta gratuito collega alle spiagge.
Ancona si può facilmente raggiungere in aereo. L'aeroporto "Raffaello Sanzio" di Ancona/Falconara, dista solo 18 chilometri dal centro cittadino. Come possono testimoniare le presenze turistiche medie, circa 450.000 visitatori l'anno, siamo di fronte ad un luogo di grande fascino, piuttosto frequentato. 

Gli stranieri non sono molto numerosi, ma aumentano di anno in anno grazie alla sempre maggiore diffusione di versioni in lingue straniere dei numerosi siti web dedicati al Parco del Conero ed alle sue meraviglie. Indubbiamente Portonovo é una di queste, e val bene un breve soggiorno.

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