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LANGHE IL CUORE E IL GUSTO DEL PIEMONTE

scritto da Clara Valeri

Ostuni città bianca

Nel cuore del Piemonte, tra paesaggi variegati dove colline, pianure e montagne si alternano in un insieme suggestivo, si trova la regione delle Langhe. 

Nel dialetto piemontese, con il termine "langa", molto probabilmente derivato dalla parola ligure "anca", si intendono i filari di colline dal profilo morbido, intervallate da valli più o meno profonde. E' questo un tipo di paesaggio che sembra fatto apposta per favorire la coltivazione della vite.

Le Langhe sono situate a ridosso dell'Appennino Ligure di cui sono praticamente la prosecuzione. Lungo i fianchi di queste dolci alture dai morbidi profili che si distendono tra le zone pianeggianti, sono situati piccoli centri urbani di antica bellezza, circondati da filari di viti.
La zona è, infatti, terra di grandi vini come il Barolo, Nebiolo, Roero e Dolcetto oltre ad essere la patria del tartufo, il quale da solo riesce ad attrarre ogni anno un gran numero di buongustai da tutto il mondo.

Il territorio delle Langhe è compreso in gran parte nella provincia di Cuneo ed ha nella città di Alba il suo centro più importante. Ad ovest dell'abitato sorge la zona collinare che prende il nome di Roero dai signori che ne ebbero per lungo tempo il dominio.
Queste terre, che videro sorgere una miriade di castelli, abazie e ville gentilizie, offrono anche la possibilità di coniugare i piaceri della tavola con itinerari di interesse artistico e archeologico tra borghi e città caratterizzati da interessanti esempi di architetture che vanno dal romanico al gotico.

Le Langhe si estendono allineate in tre ordini paralleli sino all'altezza di Alba e prendono solitamente il nome dai borghi, dai torrenti o dalle relative qualità di vino.
Il paesaggio così suggestivo di queste colline, terre di una antica cultura contadina, è stato immortalato da grandi scrittori come Cesare Pavese, Fenoglio e Revelli. In questo stesso luogo si sono scritte pagine importanti della Resistenza Italiana, periodo storico che può essere rivissuto attraverso i piccoli centri abitati, i quali conservano in piccole strutture, come i palazzi civici, vestigia della storia che ha segnato il loro territorio.

Da alcuni anni la zona è celebre meta di turismo enogastronomico, grazie ai suoi eccellenti prodotti, e artistico-culturale, merito della bellezza dei paesaggi e della presenza di antichi castelli e monumenti sparsi su quasi tutto il territorio.

Alba è la capitale del tartufo ed è anche il punto di partenza per ogni itinerario nelle Langhe. L'origine della città è molto antica, infatti fu frequentata già dai romani che le diedero il nome di Alba Pompeia. Divenne in seguito una contea del Sacro Romano Impero carolingio durante il quale fu introdotto il sistema feudale in zona e poi un comune libero, prima di passare sotto il controllo di numerose signorie. Sei erano i castelli costruiti sulle alture come una sorta di corona e garantivano la protezione della città. L'attuale abitato è ancora compreso in un perimetro di viali alberati che corrispondono ad un'antica cerchia di mura e cingono il centro storico di impianto medievale. Il fulcro della città è rappresentata da Piazza Risorgimento su cui si affaccia il Palazzo Comunale. Questo uno dei monumenti simbolo della città di Alba, edificato su resti romani preesistenti. Al suo interno sono conservate opere che affascinano tutti gli amanti dell'arte: un esempio è l'affresco della Pietà proveniente dalla Chiesa di San Domenico e risalente a fine Trecento e un' Adorazione dei Magi. 

Il Duomo, con annesso campanile, domina con la sua imponente mole lo spazio pubblico della piazza. L'architettura tardo-gotica originale è stata rimaneggiata nell'ottocento, scomparendo quindi alla vista dei moderni visitatori. La torre campanaria è molto curiosa: vari archetti ciechi la decorano e contiene al suo interno il campanile originario, racchiudendo e preservando la testimonianza dell'architettura protoromanica del XII secolo. 
Ogni anno in città si tiene una fiera dedicata al famoso tartufo bianco d'alba, che attrae migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Altro importante centro è Cherasco, punto di collegamento tra Roero e le Langhe. Città nata in epoca basso-medievale presenta un particolare monumento, il Palazzo di Salmatoris. Posizionato nel cuore della città, prese il nome dal nobile locale Giovanni di Audino Salmatoris, che volle la sua costruzione nel 1620. Il suo aspetto esterno è cambiato nel corso dei secoli avendo subito diverse ristrutturazioni. Anche conosciuto come Palazzo della Pace, è stato la sede di importanti eventi storici che vanno dalla custodia della Sacra Sindone ospitata al suo interno nel 1706, alla firma dell'armistizio tra il Regno Sabaudo e Napoleone Bonaparte nel 1796 (ricordata infatti come Pace di Cherasco). Ai giorni d'oggi è visitabile in quanto centro culturale che ospita mostre d'arte di alto livello.

Barolo è un grazioso borgo che è divenuto una tappa obbligata per gli amanti del vino. E' infatti uno degli unici 11 comuni dove è possibile produrre il nobile vino Barolo. Di colore rosso scuro presenta riflessi aranciati e un profumo particolarmente complesso; questa bevanda varia le proprie proprietà organolettiche a seconda del luogo di produzione degli acini, nonostante i centri autorizzati alla creazione del Barolo siano tutti molto vicini geograficamente. Per i cultori del genere, caratteristico è il Museo dei cavatappi, visitabile nel villaggio.

Dogliani, centro medievale sormontato da un torrione detto in antico "Torrazzo", è divenuto famoso per la produzione del vino denominato Dolcetto. L'economia del luogo è a base agricola e il paesaggio collinare ha favorito la coltivazione a vigneto. La vita di Dogliani è strettamente in relazione con la coltivazione d'uva: lo confermerebbero alcune ipotesi secondo le quali il nome di questo centro delle Langhe derivi da Dolium Januae, cioè la Coppa di Giano. Il Dolcetto di Dogliani è per i viticoltori motivo d'orgoglio essendo un prodotto di qualità apprezzato a livello internazionale. Chiunque visiti il paese non può evitare di degustare questa bevanda accompagnata da piatti tipici piemontesi: il connubio esalterà non solo gli esperti, ma anche i profani.
Dogliani non è solo la patria del vino: l'artigianato e la gastronomia sono due settori che vengono promossi continuamente tramite fiere e mercati. 

La cittadina di Bra, circondata da paesaggi collinari e verdeggianti, è in luogo interessante per le architetture barocche che la contraddistinguono. Un esempio è la Chiesa di Sant'Andrea, eretta su disegno di Gian Lorenzo Bernini e terminata nel 1687. Il monumento religioso colpisce per la sua maestosità e fu costruito grazie ai cittadini che investirono denaro e lavoro per la sua realizzazione. Importante è la produzione del formaggio che prende il nome dalla città e che si divide in due tipi, entrambi molto apprezzati: Bra tenero e Bra duro.

Grinzane Cavour è la sede dell'omonimo premio letterario che qui si tiene ogni anno. Il centro è sormontato dal Castello Cavour, residenza storica del famoso statista piemontese che fu anche sindaco della città per ben 17 anni. La fortezza, centro dei terreni agricoli di proprietà dalla famiglia Cavour, è oggi sede dell'enoteca regionale e di un museo etnologico.

Gli amanti dell'archeologia e del mistero non possono non visitare Briaglia. In questo luogo, nel 1970, l’archeologo Janigro d’Aquino scoprì alcune tracce di insediamenti risalenti alle popolazioni Celto-liguri, vissute migliaia di anni prima dell’arrivo dei Romani. Sulle colline alle spalle della città trovò numerosi megaliti, colossali pietre poste in posizione eretta, che raffiguravano forme umane e animali stilizzate, oltre ad un dolmen. Alcuni di questi monumenti, con funzioni magico sacrali, presentano ancora tracce di pittura colorata e sono tutt'ora oggetto di studi.

I prodotti tipici del territorio permettono agli amanti della gastronomia di poter assaggiare una gran varietà di cibi di ottima qualità e dal gusto genuino dei piatti d'altri tempi. In tutta la zona collinare viene coltivata la nocciola Tonda Gentile delle Langhe che viene spesso associata ai numerosi formaggi DOP, tra i quali si distingue la Robiola di Roccaverano.
Da non perdere è il Plin (pizzico) delle Langhe: un raviolo di pasta fatta a mano e condito in diversi modi che vanno dal brasato al Barolo ai funghi porcini e tartufo o alla fonduta.

Dopo essersi deliziati a tavola ci si può dedicare alla pratica di sport d'ogni genere: escursioni a piedi alla scoperta della natura e del paesaggio umanizzato, cicloturismo su percorsi appositamente studiati, golf sui morbidi pendii che caratterizzano le Langhe, pesca nei laghetti a valle, viaggi in mongolfiera per godere della bellezza del territorio da una prospettiva del tutto nuova, mototurismo per gli amanti della velocità e dei motori...

Il territorio delle Langhe è oggi, insieme al Monferrato, nella lista dell'UNESCO del Patrimonio Mondiale dell'Umanità, e ciò non sorprende. E' un luogo da preservare e allo stesso modo godere, sia per la sua ricchezza paesaggistica e agricola, sia per la tradizione eno-gastronomica radicata, sia per i piccoli gioielli incastonati nelle alture rappresentati dai borghi medievali.
Un rifugio incantato, dove permangono i valori di una volta tra cui l'ospitalità e il gusto per le cose belle e buone come si facevano nel passato.

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